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Filo interdentale

Introduzione

Con il termine prevenzione, in odontoiatria, si intende l'abitudine ad una corretta igiene orale che è di fondamentale importanza al fine di impedire il deposito della placca, causa della carie e della malattia parodontale. A tal proposito viene indicato lo spazzolino come strumento d'elezione.

Tuttavia, se si considera l'anatomia dei denti ed il loro allineamento nelle arcate dentarie è facilmente capibile come mai il solo spazzolamento, anche se eseguito correttamente e con tecniche adeguate, non sia sufficiente a rimuovere totalmente la placca batterica.

Ogni dente ha cinque facce, lo spazzolino ne raggiunge agevolmente tre: la superficie vestibolare (rivolta verso le guance), quella palatale e quella linguale.

Lo spazio interprossimale, cioè fra dente e dente , ed il solco gengivale, cioè lo spazio fra dente e gengiva, verranno detersi solo in parte se non ci sarà l'impiego di ausili specifici. Per queste zone infatti si ricorre a: filo interdentale a nastro o a fiocchi, a filo cerato oppure non cerato, allo scovolino, a stuzzicadenti di legno o plastica, tutti strumenti validi da impiegarsi a seconda delle necessità del singolo.

Ognuno deve effettuare un'igiene domiciliare che sia quanto più mirata e personalizzata possibile.

Quindi, una sufficiente igiene orale si raggiunge andando a rimuovere la placca in modo efficace (con lo spazzolino) almeno due volte al giorno: al mattino dopo colazione e la sera dopo cena. Il filo interdentale (ed altri presidi per gli spazi interdentali) va utilizzato dopo lo spazzolamento dei denti almeno una volta al giorno e comunque sempre la sera.

Anche per bambini (vedi educazione per bambini)

Generalità

Il filo interdentale inizialmente veniva prodotto con fibre di seta avvolte fra loro. I materiali, impiegati attualmente per la sua produzione, sono principalmente nylon e politetrafluoroetilene (PTFE) espanso. Si tratta di alcune centinaia di filamenti tenuti insieme da una leggera torsione a "S" che durante il filaggio si aprono facilmente a nastro nella zona interdentale agendo come lame taglienti sulla placca.

Tipi di filo

Cerato

È indicato per coloro che presentano delle irregolarità tra i denti dovute a presenza, di tartaro o di otturazioni debordanti. Questo tipo di filo scivola facilmente attraverso le superfici di contatto.

La cera fornisce forza e durata durante l'applicazione; lo sfilacciamento o la rottura sono rari.

filocerato.jpg (5761 bytes) Esempio di filo cerato

Non cerato

È un filo più sottile adatto a chi presenta delle aree di contatto piuttosto strette e dunque di difficile accesso. Non essendo cerato permette, una volta esercitata una pressione, un appiattimento maggiore e fornisce una superficie più ampia di detersione.

filononcerato.jpg (9096 bytes) Esempio di filo non cerato

Come si usa?

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Si prende 30 cm di filo circa, lo si avvolge come una bobina su i medi e lo si tiene con indici e pollici come in figura.

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Si parte prima passandolo sui denti posteriori poi gli incisivi. Importante é entrare lentamente per non lesionare la papilla, una volta inserito effettuare un movimento a seghetta che accompagna la superficie del dente. Passare al dente successivo. Nota bene: passare su una parte pulita del filo ogni volta che si cambia il dente con l'avvolgimento della bobina sul medio. (tipo come gira la pellicola di un film)

Dr. Francesco Trebo

Filo interdentale a fiocchi

Questo tipo di filo è molto utile per portatori di apparecchi ortodontici o protesi, o in tutti quei casi in cui non è possibile passare attraverso il punto di contatto fra due denti, impedendo l'uso del filo interdentale.

È diviso in tre zone: una parte rigida, una intermedia spugnosa ed una terminale, simile al filo interdentale classico. La prima parte serve per inserirsi negli spazi fra i due denti, la seconda per pulirli passandola eventualmente sotto il ponte, mentre l'ultima è da usarsi secondo la tecnica tradizionale del filo.

filoafiocchi.jpg (6361 bytes) Esempio di filo a fiocchi

Forcella tendifilo

Facilita l'uso del filo interdentale in quei pazienti con limitata capacità manuale o in portatori di handicap fisici.

forcella tendifilo.jpg (2759 bytes) Esempio di forcella

Ago passafilo

Filamento flessibile in nylon appositamente realizzato per aiutare il paziente ad inserire il filo interdentale sotto i ponti e fra le corone. Rappresenta inoltre una soluzione ottimale per la pulizia delle biforcazioni nei casi di radici esposte.

agopassafilo.jpg (14341 bytes) Esempio di ago passafilo

Scovolino

Questo particolare spazzolino cilindrico oppure a cono è formato da un'anima centrale in metallo, in cui sono inserite setole di diverso spessore e lunghezza disposte in circolo.

L'uso dello scovolino deve essere fatto con un movimento alternativo avanti e indietro, senza forzature negli spazi interdentali, ed è quindi importante sceglierlo delle dimensioni adatte ad ogni tipo di spazio.

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Cuneo di legno (stuzzicadenti)

Ha una sezione triangolare ed è in legno di pioppo. Ha una buona flessibilità che gli consente di raggiungere superfici strette. È poroso così da riuscire a staccare agevolmente la placca.

Inoltre, esercita un delicato massaggio sulle papille favorendo la circolazione e la cheratinizzazione.

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Stimolatore gengivale

Questo strumento ha lo scopo di stimolare la circolazione sanguigna delle gengive degli spazi interdentali. Il suo uso trova indicazione solo nei pazienti in cui é avvenuto un grosso riassorbimento delle gengive nelle zone fra dente e dente, o se queste si presentano poco toniche.

Gli stimolatori sono costituiti da un manico cui viene applicata una struttura, generalmente una gomma di forma conica. Esistono dimensioni e forme diverse a seconda delle caratteristiche della zona in cui vengono usate. Vanno inseriti dolcemente nello spazio fra due denti ed utilizzati con un movimento di rotazione e spinta orizzontale per un numero ragionevole di volte. Vanno introdotti sia dal lato esterno che dal lato interno.

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Esempio stimolatore

Argomenti sviluppati da Dr.ssa. Anna Ghirardini

 

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