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In passato la cosmetica del cavo orale veniva soddisfatta soprattutto attraverso trattamenti protesici che però non sempre davano risultati soddisfacenti al paziente e portavano a diverse complicanze dei tessuti adiacenti ai denti (gengiva, lingua e guance).
La rapida diffusione d'informazioni attraverso i media e i cambiamenti di stile di vita hanno portato ad un aumento della richiesta delle persone, presso gli Odontoiatri e Igienisti Dentali, d'interventi di miglioramento dell'estetica del sorriso. Tra questi lo sbiancamento eseguito per la prima volta negli Stati Uniti nel 1996. La sostanza chimica maggiormente usata per lo sbiancamento è il perossido di carbamide al 10%. È composta da 4 elementi: carbonio, azoto, idrogeno e ossigeno. Essa viene applicata sui denti ed agisce chimicamente rimuovendo le macchie superficiali dello smalto senza causare danni ed inoltre da una tonalità più chiara. Prima di eseguire il trattamento bisogna studiare bene ogni singolo caso per ottenere risultati ottimali. La durata del trattamento va da due a tre settimane e consiste in applicazioni periodiche della sostanza sbiancante (perossido di carbamide) sui denti (tramite mascherine individuali). L'applicazione dipende dal tipo di risultato che si vuole ottenere e dalla marca del prodotto usato. Vi sono anche sbiancamenti professionali che avvengono in una seduta tramite lampade al plasma, pertanto molto aggressivi perchè il perossido in concentrazioni elevate (es. sistema Britesmile).
Sostanze che causano macchie e inscurimento dei denti
Lo sbiancamento viene indicato soprattutto a persone che hanno usato medicinali, specialmente antibiotici (tetracicline), che causano scurimento dei denti e a persone che vogliono migliorare l'estetica del proprio sorriso. Inoltre lo sbiancamento deve essere effettuato da personale autorizzato come Dentisti e Igienisti Dentali, diffidare quindi di trattamenti sbiancanti presso centri estetici non coperti dalla legge. Si sconsiglia l'uso di prodotti cosmetici da banco (supermercati, farmacie..ecc.), tra cui dentifrici e gel sbiancanti perchè abradono la superficie esterna dello smalto causando più danni che miglioramenti.
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